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Le oasi di ripopolamento o barriere artificiali possono essere annoverate fra gli interventi da attuare per una migliore gestione della fascia costiera poiché, essendo realizzate su fondali marini mobili, costituiscono delle variazioni sostanziali all’habitat originario, aumentandone la complessità strutturale e di conseguenza la biodiversità, determinando effetti positivi a livello biologico, ecologico ed economico.
Le barriere possono determinare una riduzione della mortalità, sia naturale che da pesca, con risvolti positivi sugli stock ittici; i moduli delle barriere possono, infatti, ridurre la mortalità naturale fornendo rifugi idonei agli stadi giovanili di molte specie ittiche, con una conseguente riduzione della predazione.
Inoltre, determinano una diversificazione dell’habitat, insediando e facendo sviluppare le comunità sessili che altrimenti non avrebbero la capacità di colonizzare per l’assenza di substrati idonei.
Tutti questi effetti possono avere ripercussioni positive anche dal punto di vista socio-economico, favorendo, il recupero della piccola pesca costiera con attrezzi da posta il cui utilizzo, all’interno delle aree protette dai moduli artificiali, può determinare un aumento del reddito dei pescatori e ridurre le conflittualità tra la piccola pesca e le imbarcazioni che effettuano la pesca a strascico illegale entro le 3 miglia o i 50 m di profondità.
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